Antonio Celano

A: Alba. Forse un tramonto

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Che cosa c’è nella luce del mattino? Cosa scorre nelle dita? Cos’è la vibrazione di una vecchia campana di paese? Guardo, dalla pianura, raggiungermi le prime esplosioni di raggi al sodio valproato, fumi sollevarsi dagli stagni delle benzodiazepine, i giochi intricati d’ombra e polvere del bromidrato tra gli alberi del bosco e dei sogni. Sì, confesso che ho pianto lacrime al glicole propilenico: ero arrotolato tra lenzuola di cellulosa microcristallina, insonne su cuscini di polivinilpirrolidone acetato. Ma potrete perdonarmi, forse, se ho scoperto che è inutile inseguire se stessi, guardare la propria schiena bagnata di sudore, poggiarci la mano per non perdersi o cadere, e invece, cieco come in una tela fiamminga? Se è inutile mandare a memoria le colline serpentiformi dell’Erg, se sotto i sassi del deserto battriano ci sono gli scorpioni, se tra i crepacci s’incastrano ghiacci come sfilacci di prosciutto tra i denti?

Written by antoniocelano

ottobre 14, 2020 a 6:16 PM

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