Antonio Celano

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uomo cavallo

Serena Maffìa, “L’uomo cavallo” (dalla raccolta Metamorfosi)


 

Poesia dell’uomo cavallo

I.

Fui figlio dell’ocra

bagliore potente

gesto su pietra

eco impazzita

 

Fui buio stupore

fervida corsa

tremore imprendibile

che innerva la terra

 

Fui ritmo del ferro

forgiato nell’ira del braccio

metallo incudine

martello sudore

Fui brace e scintilla

falena di mantice

colui che procede nel vento.

 

Fui lancia infallibile

carro di sangue

tempesta incessante

mosche tafàni alata locusta

 

Fui Saushshatar l’urrita

l’uomo ippomorfo

e il Dio

Washshukkani la grande capitale

tra i monti di Zagros

e a Sud del Van

prima del crollo

 

II.

Consideravo allora stelle

sparpagliate come dadi

consideravo oroscopi

interrogavo eclissi di sole

cifre oscure di morte.

Sciamane malvagie

ruminavano erbe e bestemmia.

 

Pure, ricordo le sere dissolte

la liquida luna nell’Eufrate

l’acqua che scorre appena nei guadi

il soffio di froge

che spazza i grani del tempo.

 

Donna, allora ero un vento

che osava raggiungerti

fecondarti in un sogno

come spore di pioppo.

 

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Written by antoniocelano

giugno 14, 2016 a 4:20 pm

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